Vizi e virtù delle insegne pubblicitarie in Italia


Fin dall’antichità si è posta l’esigenza di avere emblemi per individuare e contraddistinguere: corone, scudi, stemmi, vessilli, gonfaloni, bandiere e così via fino ai moderni sistemi per la comunicazione visiva. Arrivando ai giorni nostri e focalizzando il discorso in ambito commerciale è inevitabile riferirsi al segnale distintivo per eccellenza: l’insegna pubblicitaria. Insegna significa “segno” (dal latino signum) ed è qualcosa che deve lasciarlo.. il segno.

Come tutti sanno l’insegna viene posta all’esterno di un’attività commerciale con lo scopo di segnalarne l’esistenza, catturando l’attenzione degli avventori anche da lontano.
Indubbiamente si tratta del primo messaggio comunicato da un’attività, forse non il più importante ma sicuramente strategico.
La maggior parte delle insegne riportano il nome del proprietario o del negozio, oppure si riferiscono ai prodotti venduti o al settore merceologico di appartenenza.
Insegna Barbiere
Insegna LED
Lettere scatolate
Insegna ingresso Gardaland
L’insegna può essere realizzata tramite qualunque elemento / supporto che una volta decorato sia in grado di identificare un’azienda, un negozio un ufficio o qualunque altra struttura. Entrando nello specifico possiamo fare una breve classificazione delle insegne:
Targa decorata
Pannello decorato
Lastra rigida (in plexiglas, metallo, dibond, forex, etc) personalizzata con stampa diretta o pvc adesivo. Si posiziona direttamente a parete o tramite distanziali.
Insegna luminosa
Cassonetto luminoso
Scatolato in alluminio assemblabile su misura, completato da impianto elettrico retroilluminante e lastre in plex opalino personalizzate con stampa digitale monofacciale / bifacciale. Posizionabile a parete oppure a bandiera o sul tetto.
Esempio di lettere scatolate
Lettere scatolate
Lettere singole in alluminio realizzabili con fronte in metacrilato per la retroilluminazione o con fronte “chiuso” per illuminazione esterna riflessa / indiretta.
Filo neon illuminato
Filo neon soffiato
Realizzazione artigianale ottenuta scaldando con la fiamma ossidrica i tubi di vetro che vengono termoformati a disegno fino a realizzare il soggetto voluto. Il neon viene caricato con del gas in grado di illuminarsi secondo diverse colorazioni previa presenza di tensione.
Esempio di totem luminoso aziendale
Totem
Espositore totemico, dallo sviluppo verticale, con o senza illuminazione ma sempre di grande impatto visivo. Rispetto alle tradizionali insegne ha il vantaggio di avere una posizione “avanzata” verso l’utente acquisendo maggiore visibilità anche nei contesti più nascosti.
Esempio cornice per teli
Cornici per teli
Telai in metallo da fissare a parete (o autoportanti) per tensionare stampe digitali eseguite su pvc banner o rete antivento mesh. Ideali per la coperture di grandissime superfici e per cambi stampa frequenti come nell’ambito delle pubbliche affissioni.
Esempio di tenda pubblicitaria personalizzata
Tenda pubblicitaria
Coniuga la funzione pubblicitaria con la normale protezione da sole e pioggia.
In ausilio a queste insegne è possibile impiegare ulteriori elementi per aumentare l’efficacia del messaggio pubblicitario, come ad esempio vetrofanie o sistemi espositivi rimovibili (bandiere, cavalletti, rollup, espositori, ..).
Esempio di vetrofania
Esempio di insegna luminosa in combinazione con cavalletto bifacciale
Esempio di targa
con vetrofanie e bandiere personalizzate

Il plus valore dell’insegna pubblicitaria è naturalmente la sua visibilità anche negli orari notturni grazie al fattore luce.
A seconda del tipo di insegna è possibile prevedere retroilluminazione (con neon o led) oppure con luce proiettata direttamente sul messaggio.
Sul fronte alimentazione elettrica è da segnalare invece il maggiore impiego dei pannelli fotovoltaici a beneficio di consumi e ambiente. La raccomandazione, forse solo apparentemente superflua, è quella di affidarsi sempre e comunque a fornitori e installatori specializzati in grado di fornire tutte le certificazioni imposte dalla normativa elettrica.
Trattando l’argomento delle insegne e della cartellonistica è doveroso però dare ampio spazio anche all’aspetto pratico che riguarda la loro installazione, non dal punto di vista operativo della posa in opera (eseguita da professionisti del settore non costituisce mai un problema) ma delle autorizzazioni da ottenere presso gli enti competenti.
Che la burocrazia italiana non brilli per efficienza è noto a tutti ma forse solo chi ha avuto modo di richiedere il permesso per collocare il proprio mezzo pubblicitario conosce quanto questo problema attanagli anche tale procedura.
Pratiche all’apparenza semplici ma che, anche a detta degli addetti ai lavori, possono diventare veri e propri “gineprai” perché manca la chiarezza necessaria per poter affrontare norme e regolamenti.
Già l’associare l’autorizzazione di un insegna con la d.i.a. nata per il settore edile è di per se una forzatura in grado di scatenare notevoli complicazioni. Spesso solo cambiando l’impiegato con cui ci si relaziona, presso l’ente di riferimento, è sufficiente veder mutare l’iter da seguire … dettagli rischiano così di far respingere più volte una domanda (a suon di marche da bollo)… a volte anche in via definitiva.
Ad aspettative elementari del cittadino desideroso di pubblicità la pubblica amministrazione risponde in pratica con richieste a volte abnormi e che anche a livello di costi rischiano di incidere più della stessa insegna.
L’esperienza diretta sul campo fa riscontrare inoltre una situazione variegata a livello nazionale, a seconda delle località si trovano amministrazioni e piani ragionevoli che si alternano a situazioni al limite del proibitivo, dove forse solo il difensore civico può “salvare” il cittadino che necessita di posizionare la sua insegna. Su questa tema segnaliamo l’autorevole approfondimento dell’ AIFIL (associazione italiana fabbricanti insegne luminose).
La stessa confusione è riscontrabile anche in fatto di tassazione con valutazioni talvolta discutibili, senza contare che ad intrecciarsi con quanto sopra citato c’è la piaga dell’abusivismo con le sue esposizioni selvagge, generate un po’ per “legittima difesa” e un po’ per pura scorrettezza. A tal proposito ha fatto scuola il servizio di Mauro Casciari in onda su “Le Iene” qualche tempo fa.

Per chiudere la panoramica sul “pianeta insegna” vogliamo riportare esempi di cartellonistica “mal riuscita”, un modo per sensibilizzare simpaticamente su quanto sia controproducente fregiarsi di un’insegna non adeguatamente curata nell’aspetto e nei contenuti.