Non è tutto plexiglass ciò che luccica


C’è un materiale molto impiegato nel settore della stampa digitale e degli espositori, è largamente diffuso nella sua versione trasparente ma non mancano certo gli impieghi con altre colorazioni.

Si tende spesso (e impropriamente) a chiamarlo Plexiglas®, in realtà questo termine identifica la più famosa delle tante “firme” con cui viene commercializzato il polimetilmetacrilato o PMMA (altri termini che si sentono per la denominazione di questo materiale plastico sono Metacrilato, Perspex, Acrilico).
È importante non fare confusione, come per tutti i prodotti c’è da considerare che anche la “marca” può esprimere un’indicazione circa la qualità del materiale, in linea di massima il discorso è il solito: meglio orientarsi su materie prime certificate e di buon livello (l’importazione cinese presenta talvolta materialacci fac-simile portati ad un precoce ingiallimento, più vulnerabili ai graffi e con pellicole protettive di difficile rimozione)

A prescindere dalla marca il pmma si distingue in:

  • Metacrilato Estruso: si pressa mediante appositi rulli il materiale sottoforma di pellet fino ad ottenere lastre perfettamente omogenee con una costanza dello spessore praticamente perfetta. Risulta per questo motivo, oltre che per la buona adesione degli inchiostri uv, indicato anche per la stampa diretta. La particolare durezza di questi pannelli non rende facili le lavorazioni, servono quindi frese con ottima potenza e velocità di esecuzione.
  • Metacrilato Colato: le lastre vengono generate partendo dal materiale nello stato liquido compattato tra due lastre. Questo processo può determinare maggior tolleranza nelle variazioni dello spessore dei pannelli, in compenso è lavorabile con maggiore facilità ed stampabile con buona qualità. Mediamente risulta più dispendioso rispetto all’estruso.

Di seguito alcune situazioni con il “PLEXIGLASS” destinato al mercato della stampa e degli espositori: 

 Stampe su flex opalino 
I pannelli rigidi in plex con colorazione opalino trovano il loro miglior impiego per la realizzazione delle grafiche di totem luminosi, insegne, cassonetti luminosi, lettere scatolate, ed espositori con retroilluminazione.
Questo tipo di materiale può essere impiegato anche per la creazione di separè tramite supporti a piantana, come ad esempio il nostro sistema DNA.
Targhe da banco / Targhe da parete 
Espositori impiegati con scopi pubblicitari e segnalateci da banco o da fissare a muro tramite distanziali. In caso di lastre trasparenti la stampa digitale uv deve prevedere anche il bianco.
Espositori da banco o da pavimento 
Fanno parte di questa categoria molteplici soluzioni espositive: tasche portadepliant, display porta avvisi, display portacomunicazione, espositori portadepliant ed espositori in genere. Si spazia da situazioni standard a catalogo fino a prodotti realizzati su progetti ad hoc.
Espositori multimessaggio 
Fanno parte di questa categoria gli espositori di tipo modulare, autoportanti o con attacco a parete/soffitto, per l’esposizione di offerte/informazioni (come ad esempio quelli che possiamo ritrovare in agenzie immobiliari o di viaggio).
Pannellatura Sandwich 
In questo caso la lastra trasparente non viene personalizzata ma funge da protezione della stampa eseguita su supporti flessibili (es: carta, backlight, etc.) per totem, cavalletti, cornici luminose. Questo impiego in modalità guscio protettivo è tipico di esposizioni che richiedono un cambio stampa molto frequente.